Anche
se le autorita' sanitarie continuano a dichiarare che sia possibile ottenere i
micronutrienti necessari da una "alimentazione varia e bilanciata"(1),
c'e' un crescente numero di studi scientifici a dimostrare che larghi gruppi di
persone non raggiungono il fabbisogno minimo giornaliero - stabilito tramite
livelli raccomandati d'assunzione - senza parlare dei livelli di nutrienti
necessari al conseguimento di una salute ottimale. Lo stato micronutrizionale si
e' mostrato particolarmente inadeguato per alcuni gruppi di persone come i
giovani, gli anziani, i vegetariani e le persone con problemi di
malassorbimento.(2,3)
Sono
molti i fattori che riducono l'assunzione dei micronutrienti, come
l'inadeguata
assunzione di frutta fresca e verdura, l'aumentata consumazione di cibi
processati, scelte alimentari limitate, una miniore assunzione di cibo a causa
di uno stile di vita meno attivo e metodi di cottura inappropiati. Inoltre, la
richiesta fisiologica di particolari micronutrienti aumenta con regimi di
allenamento intensivo e le conseguenti richieste fisiche aumentate, con lo
stress, col fumo e con l'esposizione ambientale a prodotti chimici. Un esempio
sono i fumatori che hanno bisogno di consumare 4 volte il dosaggio RDA della
vitamina C per avere lo stesso livello plasmatico di Vitamina C dei non
fumatori.
Ricerche
nel Regno Unito hanno mostrato che delle minoranze considerevoli non arrivano
alle quantita' raccomandate secondo i cosiddetti Reference Nutrient Intakes.
(5,6,7) Per esempio nel caso delle persone anziane, un'insufficiente assunzione
di vitamina D, magnesio, vitamina K e rame desta particolare preoccupazione.(9)
Una
vasta indagine svolta in Inghilterra sulle abitudini alimentari tra i 4 e i 18
anni di eta'(8) ha mostrato che i cibi piu' comunemente consumati sono
pane bianco, merendine, patatine, biscotti, patate e cioccolato. In piu', si e'
visto che i ragazzi mangiano, in termini di peso, 4 volte di piu' biscotti
rispetto alle verdure a foglia verde, mentre le ragazze, sempre in termini di
peso, mangiano dolci e cioccolata per un quantitativo 4 volte superiore rispetto
ai vegetali a foglia verde. La stessa indagine ha rilevato anche che il 91%
delle ragazze tra i 4 e 6 anni non raggiunge l'RNI per lo zinco (un minerale
chiave per il sistema immunitario); mentre il 97% delle ragazze tra i 15 e i 18
anni non raggiunge l'RNI per il magnesio, il 73% non raggiunge l'RNI per lo
zinco e il 53% non raggiunge l'RNI (200 microgrammi) per l'acido folico. E' da
considerare che studi recenti dimostrano che e' necessaria un'assunzione che va'
oltre i 400 microgrammi per minimizzare il rischio di problemi neurali.
Le ragioni per la supplementazione
Recentemente si e' avuta una rapida espansione della mole di evidenze scientifiche a dimostrazione che l'uso degli integratori alimentari possa migliorare lo stato nutrizionale ed importanti parametri biologici cosi' come ridurre il rischio di malattie croniche.(11)
Pero'
la maggior parte degli studi clinici sono stati improntati per investigare gli
effetti della integrazione nutrizionale con un singolo nutriente o comunque con
un numero limitato, spesso con dosaggi non ottimali. Questi studi tendono a
sottostimare il beneficio dell'integrazione, beneficio che si basa in gran parte
sulle sinergie tra i singoli nutrienti.
Un grande lavoro di valutazione degli studi che rivelano relazioni tra l'assunzione vitaminica e alcune malattie pubblicate tra il 1966 e il 2002 dimostra che i livelli non ottimali di vitamine sono associati ad un aumento dell'incidenza di malattie croniche inclusi cancro, malattie cardiache e osteoporosi.(10) Gli autori di questo lavoro hanno concluso che molti medici potrebbero essere inconsapevoli delle migliori fonti di vitamine negli alimenti e potrebbero mancare di certezza su quali vitamine dovrebbero consigliare ai loro pazienti. Gli ultimi studi scientifici consigliano che per gran parte delle persone adulte sarebbe consigliabile integrare la dieta giornaliera con un multivitaminico.(11)
Uno
studio che ha seguito 11.178 persone tra i 67 e i 105 anni di eta' tra il 1984 e
il 1993 ha concluso che il rischio di morte e' stato ridotto del 42% per quei
partecipanti che prendevano alti dosaggi di Vitamina C e Vitamina E.
E'
stato dimostrato con una prova a doppio cieco condotta in 7 paesi che, se le
donne assumevano integratori con 400 microgrammi di acido folico, avevano un
rischio ridotto di circa il 72% di avere bambini con difetti neurali come la
spina bifida.(11)
Un
vasto studio ha seguito 88.756 donne partecipanti nel Nurses' Health Study
(Studio sulla salute delle infermiere) che non presentavano cancro nel 1980. Si
ottenevano valutazioni aggiornate della dieta, compreso l'uso di integratori
multivitaminici, e si sono seguiti i casi di cancro al colon. L'uso a lungo
termine (oltre i 15 anni d'utilizzo) di multivitaminici con acido folico ha
ridotto di circa 5 volte la frequenza di cancro al colon. Questo
effetto invece non si e' avuto con l'utilizzo a breve termine (meno di 4 anni).
In
un ulteriore studio epidemiologico con la partecipazione di 87.245 infermiere,
è stato osservato, aggiustando i risultati per età e fumo, che la sola
assunzione a lungo termine di Vitamina E era associata ad una riduzione del 9%
nell'incidenza di malattie cardiache.(13) L'assunzione di integratori di
Vitamina C (1000mg al giorno) e di Vitamina E (800UI al giorno) ha ridotto in
modo significativo lo sviluppo dell'arteriosclerosi.(14)
In
uno studio clinico d'intervento (CHAOS) basato su 2002 pazienti coronarici
portato avanti dagli scienziati dell'Università di Cambridge e' risultato che
l'integrazione giornaliera di 800UI di Vitamina E (nella forma di
alfa-tocoferolo) per oltre due anni e' associabile ad una riduzione di
attacchi cardiaci del 75% circa.(15)
E'
stato dimostrato che carenze a lungo termine di micronutrienti
possono danneggiare il DNA in modo simile alle radiazioni e un simile stress
ossidativo contribuisce, con alta probabilita', allo sviluppo del cancro.(16)